Secondo la terminologia scientifica, indica una roccia metamorfica che contiene più del 50% di carbonati (calcite o dolomite) formata per ricristallizzazione metamorfica di una roccia carbonatica.
Secondo la terminologia commerciale tradizionale, invece, indica una pietra naturale compatta e lucidabile, usata nella decorazione e in edilizia, principalmente consistente di minerali con una durezza compresa tra 3 e 4 nella scala di Mohs (quali la calcite, la dolomite o il serpentino).
Da un punto di vista commerciale, quindi, sono marmi sia i marmi metamorfici e i cipollini, sia le seguenti pietre naturali, purchè in grado di ricevere una lucidatura a specchio: calcari marmorei (denominati anche limestones), dolomiti, brecce calcaree, brecce calcaree oniciate, travertini e serpentiniti.
Recentemente tuttavia è entrato nell’uso il termine limestone per designare le rocce calcaree sedimentarie e così evitarne l’identificazione con i marmi veri e propri.
I marmi veri e propri sono caratterizzati solitamente da tessiture cristalline non orientate, ma possono spesso presentare le peculiari venature ad andamento sinuoso o spezzato.
I cristalli hanno dimensioni da millimetriche a sub-millimetriche e sono solitamente trasparenti, come i cristalli di zucchero: ecco perché si parla spesso di “marmi saccaroidi”.














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